Come trattare l’atrofia vaginale con la radiofrequenza? VIDEO INTERVISTA

Come trattare i sintomi legati all’atrofia vulvo – vaginale? Oggi risponde a questa domanda la ginecologa Elisa Caruso in una speciale video intervista che vi proponiamo.

Come abbiamo spesso spiegato, i sintomi più comuni di questa patologia sono: secchezza, prurito, irritazione e dolore durante i rapporti sessuali.

Il 65% delle donne affette da atrofia cerca di evitare i rapporti sessuali di coppia. Ed è per questo che viene comunemente definita “killer silente” dell’intimità.

Ma in realtà il sesso menopausa si può e si deve fare con serenità.

L’atrofia vulvo – vaginale peraltro non si manifesta solo in menopausa ma spesso anche dopo la gravidanza.

Le terapie ormonali non sempre sono adatte a tutte le pazienti e i lubrificanti, poco utilizzati, non hanno nel tempo portato ai risultati sperati.

La metodologia più innovativa utilizzata oggi è la radiofrequenza.

Questa particolare tecnica viene utilizzata anche per il trattamento dell’incontinenza urinaria e per riavere una maggiore elasticità vaginale.

Come si effettuano le sedute di radiofrequenza?

Ogni singola seduta va dai 15 ai 30 minuti. Solitamente, per un trattamento completo sono sufficienti 4 sedute. Ma è sempre consigliabile ripetere il trattamento almeno una volta all’anno.

I risultati sono evidenti sin dalla prima seduta.

Ci sono precauzioni da seguire?

L’unica precauzione è quella di aspettare almeno 7 giorni dopo il primo trattamento prima di avere un rapporto sessuale.

la tecnica viene utilizzata anche per incontinenza urinaria e per elasticità vaginale

La radiofrequenza può davvero cambiare la vita di coppia

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