Ansia, serenità e paura: la psicologia della gravidanza

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Ansia, serenità e paura: la psicologia della gravidanza

La gravidanza è per tutte le donne un momento di grande cambiamento, non solo fisico, ma anche psicologico. In molti sottovalutano i cambiamenti dello stato mentale e morale della donna durante i 9 mesi di gravidanza ma in realtà si tratta di un momento a cui dedicare particolare attenzione.

Oggi, per l’appuntamento settimanale con la mia rubrica, affrontiamo questo argomento specificando quali sono i cambiamenti psicologici più importanti da tenere in considerazione durante i tre trimestri della gestazione.

Il primo trimestre è un momento di shock e di improvvisa necessità di assestamento sotto nuovi equilibri. L’ansia è la sensazione più comune in queste prime settimane. La paura per la salute del feto ed il buon proseguimento della gravidanza provoca alla donna non poche preoccupazioni. A questa sensazione ansiosa si aggiunge poi il cambiamento dello stato fisico e lo spossamento ormonale.

  • L’ansia è quella che riguarda se stessa ed il proprio vissuto corporeo, il figlio che dovrà nascere ed il rapporto con il proprio compagno.
  • Proprio il partner è spesso una fonte importante di aiuto però. Condividere con lui i vissuti, i cambiamenti fisici, i desideri e le fantasie sul bambino in arrivo, consente ad entrambi di prepararsi psicologicamente al futuro ruolo di genitori.

Il secondo trimestre è quello più “sereno” per la vostra gravidanza. Passata la paura dei primi 3 mesi, comincia a farsi strada la consapevolezza di diventare mamma. Il rapporto con il vostro pancione in netta crescita è ormai in simbiosi. E questo giova anche al vostro rapporto di coppia. Iniziano in queste settimane le sensazioni ed i movimenti trasmessi dal vostro piccolo. E all’ansia dei primi mesi, prende posto la crescita di una nuova donna e la formazione di quell’imprescindibile e meraviglioso legame che vi legherà per sempre con vostro figlio.

  • Un sintomo psicologico caratteristico di queste settimane è la “regressione”, la necessità di essere accudita e coccolata, le famose voglie, una certa fragilità legata anche a sbalzi d’umore. E’ come una sorta di arretramento infantile che porta la futura mamma a trattenersi ancora nello stato di figlia, un modo psicologicamente meraviglioso di prepararsi a rispondere alle esigenze del futuro bambino.

Infine, il terzo trimestre, che è l’ultima parte della vostra gravidanza, è caratterizzato principalmente dalla paura per il parto, soprattutto per chi lo affronta per la prima volta. A questo si aggiunge una certa stanchezza fisica, dovuta al peso che aumenta, e mentale, dovuta ai cambiamenti vissuti nel periodo.

Il parto sarà la conclusione di un cammino sorprendente, un percorso di cambiamenti da figlia a mamma che vedrà nascere contemporaneamente una nuova donna ed il suo bimbo.

Il mio consiglio più importante è quello di sottoporre al vostro medico tutte le domande che vi vengono in mente, anche quelle che vi sembrano più semplici o meno opportune. La delicatezza nel rispondere ad ogni vostra esigenza è il vantaggio in più di ogni buon ginecologo.

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