Francia: contraccezione gratuita per le donne fino ai 25 anni

Oggi i metodi contraccettivi che abbiamo a disposizione sono vari e diversi. Tra questi, i contraccettivi ormonali. 

Ma perché ancora oggi la contraccezione viene considerata un lusso che posso permettersi in poche?

Se pensiamo alle gravidanze inaspettate o alle interruzioni volontarie di gravidanza, la possibilità di ottenere metodi anticoncezionali gratuiti è un elemento di protezione, oltre che a livello fisico, anche psicologico. 

La Francia, molto più avanti (di noi italiani), porta buone notizie per tutte le donne francesi garantendo la totale gratuità.

Olivier Véran,Il ministro della Salute francese, ha annunciato che dal primo gennaio 2022 la contraccezione ormonale sarà gratuita per le donne fino ai 25 anni.

La legge attuale prevede la gratuità fino ai 18 anni, ma considerato il calo della contraccezione in un numero molto elevato di donne giovani, a causa dei costi elevati, saranno gratuiti (pillola, spirale, anello) anche tutti i servizi legati alla contraccezione, come per esempio le analisi che necessitano per prescriverla.

In altre nazioni, per esempio Belgio e Regno Unito, esistono i rimborsi per diverse tipologie di contraccettivi e le politiche facilitano l’accesso alla contraccezione per le giovani donne con basso reddito.

E in Italia?

L’Italia che si trova al ventitreesimo posto con un accesso alla contraccezione del 59,3%, non ha una situazione molto vantaggiosa. Nei consultori familiari ci sono ancora ticket da pagare per avere contraccettivi come la spirale. Ogni singola Regione dipende dai singoli enti di riferimento e chi vorrebbe procedere seguendo strade diverse, viene bloccato dalle Asp per mancanza di risorse finanziarie. 

Alle volte è possibile ottenere gli anticoncezionali gratis quando si incontrano ginecologi e operatori sanitari che rispondono con sensibilità al problema e andando incontro alle donne che non possono permetterselo. Ma tale lungimiranza non potrà bastare ancora per molto.

In Italia al momento solo sei regioni, tra queste Puglia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Lombardia e Marche, che hanno previsto dei servizi di rimborso o distribuzione gratuita dei contraccettivi, invece a livello nazionale, non è ancora stato deciso niente a riguardo e quello che forse preoccupa ancora di più è che alla base manca l’informazione istituzionale sulla contraccezione. 

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